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RICERCHIAMO URGENTEMENTE....

(*****) PER CONTO DI SOCIETA' D'INVESTIMENTO A CAPITALE ESTERO CERCHIAMO URGENTEMENTE SU TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO AZIENDE QUALSIASI SETTORE INDUSTRIALE-MANIFATTURIERO CON I SEGUENTI REQUISITI:
AVVIAMENTO MINIMO 5 ANNI
FATTURATO 10/30 MLN
EBITDA NON INFERIORE 3 MLN
ONERI FINANZIARI < 3%
BUONA REDDITIVITA' IN TERMINI DI ROE-ROI.
SE INTERESSATI A VALUTARE UNA CESSIONE TOTALE O PARZIALE (MINIMO 51%) DELLE QUOTE SOCIETARIE E IN POSSESSO DEI REQUISITI INDICATI, SCRIVETE UN VOSTRO BREVE PROFILO DESCRITTIVO A: INFO@SIRIOCOM.IT INDICANDO NELL'OGGETTO DELLA MAIL: RIF. ACQ10099 - UN NOSTRO CONSULENTE VI CONTATTERA' TEMPESTIVAMENTE PER UNA PRIMA VERIFICA DI OPPORTUNITA'
EFFETTO EXPO SUGLI IMMOBILI DA INVESTIMENTO : FORT

Dall’inizio 2014 assistiamo al ritorno degli investitori internazionali sul mercato italiano degli immobili di pregio: palazzi storici, centri direzionali, sedi di rappresentanza. Benchè questo segnale ancora non riguardi il comparto residenziale e neppure i negozi, rappresenta comunque un’evidente inversione di tendenza rispetto al quinquennio precedente: tre quarti delle vendite immobiliari in Italia sono oggi appannaggio di fondi esteri ; in particolare a Milano –trainati anche dal cosiddetto effetto Expo- gli investimenti immobiliari nel primo semestre 2015 hanno segnato un +72% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Altro aspetto positivo la provenienza eterogenea dei capitali stranieri: accanto a grosse operazioni con capitali arabi (tra tutte l’intera proprietà di Porta Nuova acquisita dal Qatar) o cinesi (la sede storica di Unicredit, in luglio) negli ultimi mesi si è registrato anche il ritorno importante da parte dei grandi investitori statunitensi (il palazzo delle poste in Piazza Cordusio per esempio) ed europei, con una netta prevalenza di fondi elvetici (la sede del Sole 24 Ore progettata da Renzo Piano).

Fonte: Il Corriere della Sera, 18 agosto 2015
FINANZA AGEVOLATA – CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Nell’attuale situazione economica fortemente critica, ormai è strategica per le imprese l’opportunità di accedere a finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato, spesso determinanti per avviare start-up e new-co ovvero per aumentare la competitività e implementare il business di aziende già operative. Esistono ormai numerosi strumenti di finanza agevolata, con contributi regionali nazionali o europei, che riguardano soprattutto il comparto turistico, il settore agricolo, le start-up fortemente orientate all’innovazione tecnologica, nonché progetti di ricerca e sviluppo per small companies.

Fonte: Aziende News 2015
INDUSTRIA ALIMENTARE : PRODUZIONE – VENDITE - EXP

Nonostante la crisi abbia incrinato anche l’industria alimentare, questo settore -con 132 miliardi di fatturato e 400mila addetti- rimane comunque molto più solido di altri comparti manifatturieri. Tant'è che la produzione è ritornata alla crescita, sia pure di poco, e anche l'export ha registrato nel 2014 un ulteriore (lieve) incremento raddoppiando in 10 anni la sua incidenza sul fatturato globale dell’industria alimentare. Se dunque il food made in Italy mantiene la sua forza attrattiva nei confronti del mercato nazionale ed internazionale, presentandosi oggi come motore della ripresa economica del Paese, tuttavia¬¬ le piccole-medie imprese che ancora caratterizzano fortemente il settore dovranno ristrutturarsi ed aggregarsi tra loro per cogliere al meglio le opportunità offerte dai mercati internazionali: in primis la vetrina d’eccezione rappresentata da Expo, un'occasione unica per promuovere il modello agro-eno-alimentare italiano.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Impresa e Territori

REGISTRARE UN BREVETTO NELLA UE COSTA 1500 EURO

Il deposito del brevetto di invenzione è l’arma più efficace per salvaguardare in Italia ed Europa quelle invenzioni che hanno le potenzialità di avere un’applicazione industriale.

A differenza delle procedure per la brevettazione, lunghe, complicate e costose, registrare disegni e marchi comunitari risulta più semplice ed economico. La registrazione assistita presso l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (Uami) ha un prezzo che va dai 1.500 ai 1.700 euro e vale in 25 Paesi: la convalida dell’Uami ha valore infatti in tutta l’Unione Europea a differenza del sistema brevettuale imperniato sull’European Patent Office.

 

5 maggio 2015

 
ARTIGIANI ALL'ATTACCO DEL GOVERNO

Dodici mila posti di lavoro al mese. Un milione in meno rispetto al 2008. La contabilità di sette anni di Grande Crisi secondo Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato. L’occasione è l’assemblea annuale di rappresentanza degli artigiani che stavolta si tiene all’Auditorium dell’Expo.

All’esecutivo riconosce che «è vero, qualcosa si è mosso e si sta muovendo. In cantiere c’è molto: c’è il Jobs Act, c’è la riforma fiscale, c’è la riforma della pubblica amministrazione. Eppure non basta. Serve di più per agganciare la ripresa. «Quando vi incontro, cari colleghi imprenditori, dal Nord al Sud del Paese, - dice il presidente di Confartigianato alla platea di associati - non scorgo ancora gli effetti della ripresa. Piuttosto percepisco, diffuse ovunque tra voi, tra noi, l’ansia e l’attesa di vedere concretamente realizzati quei cambiamenti di passo che il governo, negli ultimi mesi, ha ripetutamente annunciato».


Il Corriere della Sera, Economia, 20 maggio 2015


 
MECCANICA E ARREDAMENTO: SETTORI IN RIPRESA

In particolare, per il settore arredamento la richiesta parte da quelle aziende del trevigiano e del pordenonese che hanno saputo affrontare, con spirito di sacrificio la crisi. Oltre a ciò abbiamo notato la propensione delle aziende italiane che si occupano di arredamento su misura chiavi in mano al mercato estero.

Everap (20 Febbraio 2015)
FRANCHISING, IN QUALE SETTORI CONVIENE INVESTIRE?

La domanda “da un milione di dollari” che si pone qualsiasi imprenditore che vuole avviare un’attività in franchising è, inesorabilmente, su quale settore puntare. Siamo sommersi di domande di chi chiede quale strada scegliere, dove investire il proprio denaro, quali sono i settori che garantiscono maggiori possibilità di successo. Alcuni settori che presentano una forte crescita in Italia sono: - lusso: sembra un paradosso in tempo di crisi, ma il lusso presenta una curva ascendente, forse perché proprio la crisi economica ha creato una forbice tra povertà e ricchezza, danneggiando in particolare la classe media. I ricchi, e i ricchissimi, sembrano non conoscere crisi, mantenendo un altissimo potere d’acquisto; - biologico: l’attenzione al proprio corpo, considerata sempre più un modo per raggiungere il benessere psichico, unita alla volontà di rispettare la natura favorendone uno sviluppo sostenibile, sta portando sempre più italiani a scegliere prodotti biologici o a chilometro zero, anche a costo di spendere qualcosa in più; - hi-tech: le festività di Natale dimostrano come molti italiani siano disposti a “tagliare” su spese considerate da sempre prioritarie durante le feste, come i viaggi, ma non sugli ultimi gadget tecnologici, con tablet e smartphone in cima alla lista dei desideri. Un “termometro” dei trend dell’ultimo mese è sicuramente I migliori Franchising, in cui premiamo i brand più attivi e vitali tramite una vetrina ad hoc. Basandosi su questi “magnifici dieci” i settori su cui conviene investire sono:
- ristorazione, in particolare gelaterie, cioccolaterie e caffetterie;
- alimentare, con il boom del biologico;
- sale gioco e scommesse;
- animazione per bambini;
- lavaggio auto;
- non per ultimo, l’assistenza sociale, che sta avendo un’espansione solida e costante.
franchising.it
IN RIPRESA IL MANIFATTURIERO NEL 2014

I primi segnali di ripresa del settore produttivo italiano cominciano a manifestarsi. Secondo quanto riportato nel Rapporto sulla Competitività 2015, l’Istat , confrontando i dati relativi ai primi nove mesi del 2014 con lo stesso periodo del 2013, ha rilevato un aumento del fatturato di almeno un punto percentuale per un’impresa manifatturiera su due. A favorire questa dinamica è stata anche la crescita delle vendite sul mercato interno. A ciò va inoltre aggiunta la tenuta della vendita sui mercati esteri. Il problema segnalato dall’Istat è che, se è vero che la manifattura ha mostrato qualche segnale di ripresa, è anche vero che i servizi alle imprese non hanno reso altrettanto. Il fatturato dei cosiddetti business service ha subìto una variazione mediana negativa di 0,4 punti percentuali. La capacità del settore manifatturiero italiano di utilizzo dei servizi è seconda solo a quella della Germania, la vera differenza si nota se si guarda alla capacità di attivazione della domanda estera: mentre in Germania per ogni 100 euro di aumento della domanda estera di prodotti manifatturieri si sviluppano 14,5 euro di servizi, in Italia sono 8,6 euro.
TgCom24 (27 Febbraio 2015)
INVESTIRE IN ITALIA: DOPO 8 ANNI TORNIAMO TRA LE

A certificarlo sono gli analisti di A.T.Kearney: nella classifica il nostro Paese è al 20esimo posto, addirittura sopra il Belgio, l'Olanda e la Danimarca. Significa che il sentiment verso l'Italia è cambiato, e che dopo anni di magra possiamo aspettarci un rinnovato interesse per il nostro Paese. A premiare il nostro Paese è anche la possibilità di fare affari interessanti. Recentemente si è aperta una stagione di investimenti esteri nel campo della moda, e anche l'interesse di Ethiad per Alitalia dimostra che nel nostro Paese c'è spazio di manovra.

Il Sole 24 Ore (2 Giugno 2014)
I CINQUE SETTORI DA CUI PARTE LA RIPRESA

LA FILIERA AGROALIMENTARE. Con un giro d’affari da 250 miliardi, rappresenta il 15% del Pil del Bel Paese e occupa 1,7 milioni di addetti in poco meno di 900mila aziende. Nel 2012 è stato l’unico settore a vedere aumentare il fatturato del 5,7%, spinto naturalmente dall’ottimo andamento dell’export, cresciuto l’anno scorso del 21% a 31,8 miliardi. La punta di diamante è il vino. Bene anche l’ortofrutta, i formaggi e poi la pasta e l’olio di oliva.

L’INDUSTRIA TURISTICA. Nel 2012 i turisti stranieri hanno speso in Italia 32 miliardi di euro, contro i 30,8 del 2011. Mentre gli italiani all’estero hanno lasciato solo 20,5 miliardi. Dunque, la bilancia dei pagamenti turistica resta in attivo di 11,5 miliardi. Ma il sistema non è competitivo: i trasporti non sono all’altezza, la rete espositiva è poco valorizzata, i servizi sono spesso cari e il rapporto qualità/prezzo non è vantaggioso. Il Bel Paese non conoscerà vera ripresa se non saprà rilanciare la propria immagine nel mondo.

IL COMPARTO DEL LUSSO. Il made in Italy nel mondo è spesso sinonimo di bellezza esclusiva, di design raffinato. Molte griffe italiane sono finite in mani straniere Secondo uno studio del Credit Suisse, il lusso continuerà a crescere a ritmi forsennati nel mondo e il fatturato globale salirà dai 191 miliardi del 2011 ai 238 miliardi del 2014.Chi può spendere davvero non si fa certo intimorire dalla recessione

BENI STRUMENTALI. La nostra produzione di macchinari e di meccanica è la quintessenza dell’anima manifatturiera del made in Italy, caratteristiche che piacciono tanto all’estero. Si tratta di un settore con 3.300 imprese e 28 miliardi di ricavi, un segmento che al momento fonda tutte le sue fortune sull’export, ma che è destinato a risalire la china con l’auspicabile ripresa degli investimenti privati interni.

VOCAZIONE ALL’EXPORT PER L’HI-TECH. In Italia il 37% degli addetti, il 43% degli investimenti  e il 47% dell’export delle produzioni ad alta intensità tecnologica riguardano il settore chimico-farmaceutico. Parliamo di un segmento che impiega 65mila persone in modo diretto e oltre 60mila nell’indotto, con una produzione da 25 miliardi di euro e il 61% rivolto all’export.Siamo il secondo player Ue dopo la Germania.